lunedì 17 settembre 2012

Ritratto di una storia breve

L'aria è tersa. 
All'ombra del casolare rimiro assorta le nuvole che scorrono dipinte a sprazzi su un cielo profondo e lontano.
Il vento m'accarezza i capelli sciolti che mi solleticano le gote imbarazzate dal sole d'agosto dalle mie spensierate vacanze.
"E' già trascorso un anno" penso, mentre con la mano destra stringo una ciocca di capelli che ormai ampiamente supera in un ricciolo molle la curva delle spalle. « Mi piace così tanto Settembre... » Non finisco la frase; un'ombra, bianca ed arruffata, mi scuote le gambe con un colpo di zampa. Stringe fra i denti un ceppo. Sorrido, mentre chinandomi le accarezzo la testolina pelosa e le sfilo di bocca il pezzo di legno. Lei mi guarda, allarga le zampe, rizza il culetto, lo agita un pò, fa qualche versetto impaziente ed al mio « Vai Nella, vai! » scatta come una saetta in direzione del mio lancio. 
"E' buffa" penso.
Da dentro il casolare escono voci morbide e familiari. Mi volto, per un attimo, incrociando la luce solare riflessa nei vetri delle finestre. « Sono qui! » Rispondo, mentre cerco di farmi ombra col palmo della mano. Non mi fai aspettare molto, col tuo solito fare veloce t'affacci, facendo grondare verso il basso una cascata di riccioli biondi e luminosi. Mi guardi stupìto.
« Cosa fai lì?
» Mi sorridi, inclinando il capo a sinistra come spesso fai, in una smorfia che ormai conosco fin troppo bene ma che sempre mi piace. « Vieni su con me? » Non aspetti risposta, non lo fai mai. Risucchi la tua chioma dorata e sparisci veloce oltre il riflesso.

Ricominciano le voci; un cane abbaia poco lontano ed il vento riprende a soffiare. Sposto lo sguardo su quel panorama da sogno oltre i boschi e le montagne, lì dove solo la fantasia può arrivare. Per un attimo mi par di vederla, lassù, arroccata, un intreccio di crepe, muri diroccati e finestre che cigolano.
Ma è solo un attimo.
Il cane riabbaia, tu mi richiami - questa volta senza affacciarti - ed io, scrollando la testa, volto le spalle alla mia immaginazione. « Arrivo! » Rispondo, inserendo ambedue le mani nelle tasche dei jeans e varcando la soglia di casa.

"Un anno..." ripenso.
Poi sorrido.

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