Attesa.
Confusione.
« Guarda, c'è T. »
« Dove? »
...
« No, dai, non ci credo... »
« Perchè? »
« Perchè non me l'aspettavo! »
« Dovresti smetterla di aspettarti sempre tutto. »
Ho tirato su la borsa da pavimento.
Domani andrà meglio, ho pensato.
« Perchè sorridi? »
« Perchè mi piacciono le sorprese. »
C'è un caldo assurdo qui dentro, non si respira proprio e dio, dio che odio le file.
File ovunqu, in strada, al supermercato, in macchina, nei negozi, sull'autobus.
Gente impazzita, gente per strada.
« Visto che è andata bene? Ti ho portato fortuna. »
« Ne avevo bisogno... »
« Di cosa? »
« Di un pò di fortuna. »
Persone distratte che si sfiorano senza toccarsi in situazioni instabili, ma immobili.
« Quante copie? »
« Due, grazie. »
...
« Se non fossi stata così di fretta ti avrei chiesto il numero. »
« Io sono sempre di fretta. Facciamo la prossima? »
Persone, persone e situazioni.
Situazioni banali.
E nella banalità non c'è meraviglia.