lunedì 16 aprile 2012

Jaufrè Rudel

mi son tornati in mente quei versi di Carducci che la mia nonna recitava sempre.
ricordo ancora la prima volta che li ho trascritti sul diario.
credevo che fosse davvero così.
ed avevo 16 anni..


poi credo di aver smesso.

questo perchè probabilmente crescendo ritieni certi pensieri troppo superficiali ed infantili per l'età che vai a rivestire.
un pò come un vecchio vestito che non ti piace più e che un anno prima non facevi altro che indossare.
ed è triste.
perchè a 16 anni il tempo trascorre con calma ed un anno ti sembra che duri una vita.
quando arrivi ai 17 già ti senti grande e rinneghi tutto ciò che ti rendeva felice l'anno prima.
scappi, vuoi crescere.
andare avanti velocemente mentre tutto il resto scorre piano.
piano.

avevo dimenticato tutto;
avevo dimenticato la leggerezza nel ventre e la felicità sulle labbra.
quando ogni battito del tuo cuore scrive una lettera.
una soltanto, andando a ricomporre i versi di quella poesia che senti nuovamente tua.


"Contessa,
che è mai la vita?
E' l'ombra d'un sogno fuggente
la favola breve è finita
il vero immortale è l'Amor."


Jaufrè Rudel ~ G. Carducci

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